DE TOMASO Pantera GT5-PERFETTA-DA COLLEZIONE

73.000 €
Tipologia
usato
Prima Immatricolazione
05/1982
Chilometri
44000 km
Alimentazione
benzina
Potenza
349 CV (257 kW)
Cambio
manuale
Carrozzeria
coupè
Colore
rosso pastello
Interni
pelle blu
Provenienza
nazionale

Informazioni Aggiuntive

DE TOMASO PANTERA VRSIONE GT 5-TOTALMENTE ORIGINALE-2 PROPRIETARI

STORIA DELLA DE TOMASO PANTERA:
La "Pantera" nacque nei mesi a cavallo tra il 1969 ed il 1970, su spinta della Ford Motor Company, che voleva commercializzare una vettura a motore centrale ad elevate prestazioni per conseguire il duplice risultato di sfruttare commercialmente in Europa i successi sportivi ottenuti con la "GT 40" e contrastare il successo ottenuto dalla Corvette (di produzione General Motors) sul mercato statunitense.
La realizzazione della vettura fu affidata alla neonata De Tomaso che realizzò il prototipo rielaborando lo schema tecnico già sperimentato sulla "Mangusta", con carrozzeria disegnata da Tom Tjaarda. Assemblata negli stabilimenti della carrozzeria Vignale, all'epoca di proprietà della De Tomaso, la "Pantera" è una coupé a due posti con motore centrale dall'impostazione molto sportiva. La commercializzazione cominciò nella primavera del 1971.
Abbandonato il telaio a traliccio centrale della "Mangusta", per la "Pantera" lo staff tecnico della Casa di Modena guidato da Gianpaolo Dallara scelse la più economica soluzione della carrozzeria monoscocca, in quanto la Ford voleva vendere la vettura ad un prezzo concorrenziale e aveva bisogno di un elevato ritmo produttivo, incompatibile con il processo produttivo del telaio a traliccio. Il propulsore è il V8 Ford Cleveland di 5763 cm3 che, alimentato da un grosso carburatore quadricorpo Holley, eroga 330 cv. Tipiche, in rapporto all'impostazione generale della vettura, le altre soluzioni: trazione posteriore, sospensioni a triangoli sovrapposti (sia davanti che dietro), freni a disco autoventilati, cambio manuale a 5 rapporti sincronizzati ZF e differenziale autobloccante.
L'evoluzione [modifica]

Il posteriore con alettone
La Pantera, esportata negli Stati Uniti direttamente dalla Ford (che la vendeva attraverso la rete Mercury) ebbe un buon successo. Nel 1972 la versione standard venne affiancata dalla Pantera L, con paraurti maggiorati neri (per conformarsi alla norma che imponeva il test d'impatto a 8 km/h senza subire danni) e allestimento più curato, mentre l'anno successivo arrivò anche la Pantera GTS. Quest'ultima era caratterizzata da un'aggressiva livrea bicolore (con cofano e parte inferiore della carrozzeria verniciati di nero opaco), da parafanghi allargati, da cerchi maggiorati e fu realizzata dietro pressione dei clienti americani, attratti dalla versione della GTS venduta in Europa a partire dal novembre 1971, che era però spinta da un motore potenziato a 350cv.
L'improvviso disimpegno della Ford nel 1974 ebbe una serie di effetti negativi sulla produzione della Pantera: la perdita degli stabilimenti Vignale e della consulenza della Ghia (entrambe di proprietà Ford), l'aumento improvviso del prezzo di listino (a causa della riduzione a poche decine degli esemplari assemblati), la perdita della rete di vendita negli Stati Uniti. Il prestigio acquisito in quegli anni dalla Pantera con le numerose vittorie ottenute a partire dal 1972 nel Gruppo 4 e nel Gruppo 5 del Campionato Gran Turismo[4], tuttavia, "consigliò" a De Tomaso di proseguirne, nonostante le difficoltà, la produzione. Anzi proprio sull'onda di questi successi la gamma s'arricchì delle varianti GT5 (1980) e GT5-S (1985), caratterizzate (a imitazione delle versioni da gara) da vistose appendici aerodinamiche (spoiler anteriore, bandelle sottoporta, alettone posteriore), da parafanghi allargati e da abbondanti prese d'aria. Meccanicamente erano delle normali GTS.
La prima serie della Pantera venne prodotta fino al 1990 in 7258 esemplari.

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